Zio Pamela contro sinistra e sardine: “Scesi in piazza per Floyd, non per Pamela”

Condividi!

Intervista per Il Giornale. A distanza di più di due anni dalla morte di Pamela, sente di aver ricevuto giustizia?
“I dubbi sono ancora tanti. Rispetto il lavoro degli investigatori, ma ci sono ancora troppi punti da chiarire. Oseghale non può essere l’unico colpevole. È impossibile. Nella catena di eventi che parte dall’allontanamento dalla comunità a doppia diagnosi dove era ricoverata e arriva sino alla sua demoniaca fine ci sono dei coni d’ombra. Questo è il classico caso in cui la verità storica è quella processuale rischiano di non combaciare”.

Perché oggi si è inginocchiato di fronte all’albero di Pamela come fa chi manifesta al grido di black lives matter? Per lanciare un segnale: tutte le vite dovrebbero essere ritenute importanti. Non solo alcune, a seconda della convenienza politica, mediatica o di altra natura”.

Che effetto le ha fatto vedere le piazze italiane piene per Floyd?
“Rispetto chi manifesta per lui. Anche io ho trovato assurda la sua morte. Anzi, uccisione. Certo, mi sarebbe piaciuto vedere la stessa mobilitazione per mia nipote e per denunciare altre vicende orrende”.

Secondo lei come mai nel nome di Pamela le piazze non si sono riempite?
“La storia di Pamela è la sintesi di diverse tematiche scomode per una certa cultura, la stessa che adesso spinge le folle nelle piazze.”

Cosa c’è di scomodo nella storia di una ragazza trucidata?
“L’immigrazione irregolare prima di tutto. È un fenomeno sul quale lucrano in tanti, spesso nascondendosi dietro al dovere umanitario di accogliere chi ha bisogno. Un principio che, se fosse diretto ad offrire protezione a chi veramente fugge dalle guerre, sarebbe sacrosanto. Peccato però che attraverso i flussi migratori, gestiti da vere e proprie organizzazioni criminali transnazionali, arrivino anche tanti delinquenti, con tutto quello che ne consegue in termini di violenza e degrado sociale. Molti hanno paura di essere tacciati di razzismo anche solo affermando questa verità, eppure le prime vittime spesso sono proprio i migranti, trattati alla stregua di vera e propria merce di scambio o, per meglio dire, di schiavi”.

Un gruppo di deputati del Pd, tra cui Laura Boldrini, si è inginocchiato alla Camera. Cosa ne pensa?
“La Boldrini è libera di fare quello che vuole, ci mancherebbe. Ma ricevo tanti messaggi di gente che mi chiede e si domanda come mai la stessa attenzione non si sia avuta proprio per Pamela, o per altri casi in cui il carnefice, o i carnefici, erano di colore”.

La trovata è stata stigmatizzata dalle opposizioni…
“Beh, mi ha fatto piacere che qualcuno si sia ricordato di Pamela, ma la memoria dovrebbe essere costante e soprattutto democratica. Sogno il giorno in cui ci si inginocchierà per qualsiasi vita ingiustamente portata via da questa terra, secondo il concetto che all lives matter”.

Condividi!

One thought on “Zio Pamela contro sinistra e sardine: “Scesi in piazza per Floyd, non per Pamela”

Rispondi

© 2019-2020 Stopcensura.net | Tutti i diritti riservati. Le pubblicazioni sul sito web non hanno alcun carattere di periodicità.