Stati Generali, prof. Sinagra: “Colpo di Stato di un Governo eversivo”

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Di prof. Augusto Sinagra – La prima mossa di un colpo di Stato è quella di mettere a tacere il Parlamento ed esautorare ogni istituzione o espressione politica di rappresentanza della volontà popolare. Il Conte Tacchia, affascinato forse nelle sue turbe fantasiose da echi pre-rivoluzionari francesi, convoca gli “Stati generali” per discutere di questioni che costituiscono materia di competenza del Parlamento che assume le sue decisioni politiche.

Gli “Stati generali” nella testa del giovane pugliese, vedranno la partecipazione di esponenti dell’economia e parzialmente della rappresentanza politica ma non nella loro funzione e sede parlamentare. L’ultima notizia è che a tale adunata, che non esito a definire eversiva, parteciperanno, oltre a Vittorio Colao in rappresentanza di interessi imprenditoriali stranieri, anche quel tale Davide Sassoli beneficiato della carica di Presidente del Parlamento europeo e le donzelle Christine Lagarde, Presidente di una società privata chiamata “Banca Centrale Europea”, e la ex hippy Ursula Von der Leyen. Queste ultime radicalmente prive di investitura politica e di rappresentanza popolare democratica. Questi personaggi discuteranno di questioni interne italiane!

L’“Avvocato del popolo” ignora che gli “Stati generali” antecedenti la Rivoluzione francese, furono convocati da Luigi XVI per discutere dei problemi francesi con la partecipazione dei rappresentanti dell’economia e della politica: un tentativo di contemperare gli interessi della borghesia e le rivendicazioni dei ceti popolari con i privilegi della Corona e della nobiltà. Secondo la struttura “costituzionale” dell’epoca, fu una riunione convocata dal Capo dello Stato in una sede sostanzialmente parlamentare tendente alla rappresentanza di tutti. Da qui il nome di “Stati generali”.

Quel che il Conte Tacchia non sa è che da lì a poco tempo il Re di Francia fu ghigliottinato brutalmente per un errore “tecnico” che in luogo di mozzargli la testa, gli spaccò in due il cranio. Non gli auguro questa tragica fine: la ghigliottina è una cosa seria; le sue iniziative no. Ma la sua condotta è oggettivamente finalizzata a sovvertire l’ordine politico e democratico dello Stato e quel che è grave è che lui forse neanche se ne rende conto, accecato dalla sua autoesaltazione. Il giovane pugliese, a proposito di “Stati”, tragga monito dal “Quarto Stato” come rappresentato da Pellizza da Volpedo, e ne abbia paura.

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