Sansonetti: “Il CSM va raso al suolo, ora sì che ci vorrebbe la ruspa di Salvini”

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Piero Sansonetti interviene a Coffee Break su La7 sul tema scottante della magistratura. Il direttore de Il Riformista boccia severamente la prima bozza di riforma proposta da Alfonso Bonafede, che forse è il meno indicato di tutti per occuparsi di una questione così delicata. “La sua riforma non sta né in cielo né in terra – è il parere di Sansonetti – la magistratura non può autogovernarsi, un potere come questo sta prevaricando su tutti gli altri”.

Al di là della vicenda delle intercettazioni di chat togate riguardanti Matteo Salvini, definito una “mer***” da fermare anche se ha ragione sul tema dell’immigrazione, per Sansonetti la questione è molto più ampia: “Il governo della magistratura è corrotto, i procuratori vengono scelti secondo logiche che non hanno nulla a che vedere con il merito. Si barattano processi e sentenze, siamo all’anno zero”. A questo punto arriva la proposta choc: “Il Csm va raso al suolo e rifatto non più con la maggioranza di togati. Questi non si possono autogovernare. Tutti i poteri si controllano tra di loro, a parte quello giudiziario e ora scopriamo che è corrotto. È necessario che la politica intervenga – è la chiosa di Sansonetti – ora sì che ci vorrebbe la ruspa di Salvini”.

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