Rotta balcanica, Slovenia: “Lasciamo andare i clandestini in Italia”

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“Quando mi hanno fermato in Italia mi hanno portato in Questura e mi hanno preso le impronte digitali. In Slovenia non l’hanno fatto”. A parlare così era un clandestino pakistano giunto a Trieste dopo aver attraversato l’Asia prima e la rotta balcanica poi, durante un’intervista televisiva andata in onda mesi fa. Così Trieste Prima.

A confermare questa prassi è Kristjan Pahor, ex militare sloveno: “La nostra polizia più volte gira la testa davanti ai migranti che attraversano la Slovenia perché c’è carenza di organico e attrezzature tecniche; è possibile che il regolamento di Dublino venga rispettato parzialmente”, ha dichiarato.

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