Polizia si è opposta a controlli in casa: ministri Franceschini e Speranza avevano già deciso

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Sarebbe stato un documento firmato dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, a bloccare le richieste anticostituzionali del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, di disporre controlli in casa per verificare il rispetto del limite di riunione. A ricostruire il retroscena è un articolo de Il Riformista dal titolo ‘Gabrielli il poliziotto che ci ha salvato dalla polizia’.

”La meraviglia di certi paradossi. E’ stata la polizia e il ministero della polizia a evitare che l’Italia diventasse uno Stato di polizia, dove uomini in divisa possono entrare a qualunque ora nelle abitazioni private per verificare il numero di quanti siedono intorno a un tavolo o davanti a una tv per vedere una partita della Champions”.

“Lunedì scorso – si legge sul quotidiano – il premier Giuseppe Conte è in missione a Taranto. Nel pomeriggio tardi si devono riunire a palazzo Chigi i capi delegazione e poi il Governo e le regioni, per definire i passaggi del Dpcm. Conte è di ritorno dalla Puglia. Ha fretta di tornare perché gli giunge la notizia che i ministri Speranza e Franceschini vogliono fare sul serio. Vogliono veramente inserire nel Dpcm, che è un atto amministrativo e non una legge primaria, una forma di controllo dei party privati, in casa e non solo. Il premier vacilla, sa di andare incontro a un casus belli”.

Così “il prefetto Franco Gabrielli produce nel giro di un’oretta un appunto che spazza via ogni dubbio per questioni di ordine giuridico e altre di natura pratica. Queste ultime così sintetizzabili: le forze dell’ordine, tutte, hanno già abbastanza da fare nel contrasto dei reati, la gestione dei flussi migratori e ora anche le norme di contenimento anti-Covid, che non possono essere coinvolte in controlli che ‘potrebbero nascere da meccanismi delatori, rivalità e dissidi di vicinato”.

L’appunto si intitola Ipotesi riguardanti gli assembramenti destinati a svolgersi nei luoghi di privato domicilio, la prova, sottolinea il quotidiano, “di come quell’ipotesi fosse fino a quel momento sul tavolo”. “Si fa riferimento all’ipotesi emersa in queste ore di inserire nel Dpcm previsioni volte a consentire al personale delle forze di polizia di accedere ai luoghi privati e di privato domicilio al fine di verificare l’eventuale esistenza di raduni o assembramenti di persone oltre il limite consentito. Al riguardo si fa presente che la soluzione prospettata non sembra agevolmente praticabile alla luce dell’articolo 14 della Costituzione che riconosce l’inviolabilità del privato domicilio”.

A ben vedere, spiega bene l’appunto, secondo quanto riportato da Il Riformista, “ci sarebbe un modo per autorizzare questi controlli: il Parlamento dovrebbe dichiarare lo stato di guerra e conferire al governo i poteri necessari per farvi fronte”. E’ una provocazione, ovvio, sottolinea il quotidiano.

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One thought on “Polizia si è opposta a controlli in casa: ministri Franceschini e Speranza avevano già deciso

  1. Mah, mi sembra un gioco delle parti, per fare vedere che la democrazia funziona. Litigano per un atto notoriamente illegale! Mah

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