Palermo, flop Orlando: “Nessuno ha accolto gli immigrati in casa”

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A Palermo l’unico accoglione si chiama Leoluca Orlando. È clamoroso il fallimento del progetto per l’accoglienza dei rifugiati nelle famiglie della città: all’appello del sindaco in pratica non ha risposto nessuno. Lo si è appreso grazie ad un’interrogazione presentata dal consigliere comunale leghista, Igor Gelarda, che aveva fiutato il flop. Orlando, a giugno dell’anno scorso, si era messo in testa di dimostrare che i palermitani erano pronti alle politiche di accoglienza fin dentro le loro case. La risposta al bando comunale è stata impietosa: solo 4 famiglie palermitane, sulle 262mila censite in città, hanno fatto domanda e solo 2 quelle che poi hanno davvero manifestato disponibilità ad accogliere rifugiati.

La demagogia immigrazionista dell’amministrazione Orlando si è infranta di fronte ai cittadini che hanno ben altri problemi a cui pensare. Eppure l’articolo 3 dell’avviso pubblico faceva sognare il sindaco ed i suoi accoliti: la pretesa era quella di “costituire un elenco di famiglie disponibili all’accoglienza di rifugiati e/o titolari di protezione tra i 19 e i 35 anni intese come “mentori naturali”, che accolgono, proteggono e sostengono il progetto di vita personale dell’ospite”. E pure a titolo gratuito. “Quel che non ha capito Orlando della sua città, e del resto pare una caratteristica della sinistra italiana, è che la gente ha già problemi di sopravvivenza, deve trovare il modo di pensare ai propri di figli e non può sostenere, tra l’altro gratuitamente, quelli degli altri”.

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