Ong contro la quarantena su navi con comfort: “Crea disagio psichico ai migranti”

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La scorsa notte un immigrato tunisino di 28 anni si è gettato in mare dalla nave Moby Zazà, sulla quale era in quarantena, ed è annegato. Le indagini stanno cercando di chiarire la vicenda. Immediata la reazione indignata delle Ong che hanno attaccato il governo, come riportato dall’AGI. Il ragazzo morto “è la prima vittima di una delle misure illogiche intraprese dal governo italiano che si sono tramutate in strumenti inutili e lesivi dei diritti delle persone soccorse“, hanno denunciato le Ong Sea-Watch, Medici Senza Frontiere, Open Arms e Mediterranea.

Le navi quarantena – sottolinea Open Arms – non garantiscono la salute fisica e psichica di persone già provate dalla violenza e dal naufragio ma rischiano di ricreare le condizioni perché rivivano eventi traumatici e ricordi dolorosi. Ogni essere umano ha diritto alla tutela della vita e della dignità, è stato scelto ancora una volta di guardarli morire”.

“La trovata di realizzare una sorta di hotspot galleggiante – ha detto Riccardo Magi, parlamentare di +Europa –  impiegando la Moby Zazà e ancora prima la nave Rubattino, oltre a comportare lo sperpero di ingenti risorse pubbliche non sembra rispettare le norme nazionali e internazionali sulle procedure finalizzate all’identificazione e alla eventuale richiesta di protezione. Tenere per settimane su una nave chi ha trascorso giorni in mare su imbarcazioni di fortuna ed è scampato a un naufragio è da sadici e l’emergenza sanitaria non lo giustifica”.

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2 thoughts on “Ong contro la quarantena su navi con comfort: “Crea disagio psichico ai migranti”

  1. ma chi li vuole devono stare a casa sua e voi anche perché siete traghettatori di uomini che saranno sempre sfruttati trattati come schiavi o faranno gli spacciatori

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