Omicidio di Lecce, movente omosessuale: “Il killer stava capendo di essere gay” (VIDEO)

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Ci potrebbe essere un movente omosessuale dietro l’omicidio di Daniele De Santis ed Eleonora Manta. È la nuova pista indicata da un coinquilino del killer, Antonio De Marco. “Stava capendo di essere gay”, ha detto ieri sera a Quarto Grado uno dei ragazzi che viveva con lui. Parole che confermano la testimonianza della nonna di Eleonora Manta: “Credo che nella sua testa fosse innamorato di uno o dell’altra”, dice l’anziana che non riesce a nascondere il dolore.

Secondo la criminologa Ursula Franco, “il corpo a corpo, l’accoltellamento e lo smembramento sono caratteristiche degli omicidi sessuali commessi da soggetti sessualmente incompetenti. L’accoltellamento e lo smembramento possono rappresentare atti sessuali sostitutivi”. Nelle ore successive al duplice omicidio, gli inquirenti erano orientati su un corteggiatore deluso della donna, forse un ex collega. La pista passionale restava infatti, quella più probabile, soprattutto l’accanimento dell’omicida nei confronti dei due corpi. Insomma, il modus operandi era tipico del delitto passionale, per motivi sessuali. Solo che, emerge ora, l’obiettivo era Daniele, non Eleonora. Anche se il comandante dei carabinieri Paolo Dembech ha specificato che De Marco non risulta fosse omosessuale.

Nell’ordinanza del giudice Michele Toriello si legge tra l’altro: “L’accanimento di De Marco sui cadaveri, che ha sbudellato un cadavere e appeso i relativi reperti sulla porta di ingresso delle vittime è chiaramente rivelatore di quella spietata efferatezza e di quella malvagia e inumana crudeltà che, certamente, integrano gli estremi della contestata circostanza aggravante”. È probabile quindi che De Marco intendesse nascondere pezzi anatomici delle vittime in giro per l’appartamento e quindi la “caccia al tesoro”, di cui parla negli appunti, fosse stata pensata per gli inquirenti. Lo riporta Il Secolo d’Italia.

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