Milano, migranti rivelano: “Qui non è come a Parigi, le autorità sono più buone e umane”

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Esiste una diffusa catena della solidarietà tra extracomunitari. In piazza del Duomo, a Milano, ci sono gruppetti che riconoscono subito i volti nuovi e così nei pressi del Castello Sforzesco, senza parlare della Stazione Centrale e della fermata di Cadorna. Una sorta di mutuo soccorso spontaneo tra le piccole comunità di immigrati che arrivano nelle nostre città. […] Vuoi droga, bici o telefoni? Ti chiamano, ti fermano, ti offrono merce e assistenza. Se ti considerano uno di loro puoi avere quasi tutto. A Milano mi hanno offerto cibo, ma anche droga, ragazze e compagnia”, spiega Ahmad, un libico di trentaquattro anni. Così il Corriere della Sera.

“Più avanti, lungo via Dante, dominano quelli del Bangladesh. Una presenza discreta. Vivono per lo più vendendo per due euro i «Lancia», i giochi luminosi che vengono fatti rimbalzare da terra verso il cielo. Un paio raccontano di aver pagato 6.000 dollari alla partenza da casa per un accordo comprensivo che comprende i viaggi in aereo via Dubai, quindi la Libia e dopo un minimo di cinque mesi l’arrivo illegale in Italia. A Milano la polizia e le autorità sono buone, i poliziotti sono umani. Non ci perseguitano come a Parigi. Anche se siamo senza visto chiudono un occhio. Alla fine sanno che resteremo e che troveremo un vero lavoro”, conclude il libico.

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