L’immigrato che ha seppellito viva Elena è già libero: per lui nemmeno 14 anni di carcere

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“Ha pagato”, dicono, i conti con la giustizia, pochi mesi e Chamile Ponnamperumage Wimal, il giovane cingalese che nell’estate 2006 uccise la studentessa italiana 24enne Elena Lonati nella chiesa di Santa Maria a Mompiano, dove faceva il sacrestano, sarà libero: dopo nemmeno quattordici anni. Tanto vale la vita di un’italiana? L’immigrato era stato condannato a 18 anni e 4 mesi per l’omicidio. Ma è uscito dal carcere già due anni fa: negli ultimi due anni rientrava in cella solo la notte. Ora neanche più.

“La pandemia ha accelerato la conversione della semilibertà in affidamento in prova”, spiega l’avvocato Marco Capra, che assiste Chamile. “Il provvedimento, concesso provvisoriamente durante il periodo di lockdown, è stato confermato lo scorso giugno. Pochi mesi ancora, e avrà scontato tutto. È sempre stato un detenuto modello: giusto che abbia la possibilità di reinserirsi e di riabilitarsi”. A farlo sapere è Il Giorno.


Uccisa a 23 anni e ritrovata morta nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2006. Il cadavere fu occultato in dei sacchi di plastica e nascosto in un anfratto all’interno della chiesa di Santa Maria nel quartiere Mompiano di Brescia. A confessare l’omicidio fu un sagrestano, custode della parrocchia: Wimal Chamila Ponnamperumage, originario dello Sri Lanka, coetaneo della vittima, conosciuto come Camillo. Dopo l’ammissione a un parente, aveva cercato di fuggire, tentando anche di togliersi la vita, ma alla fine fu rintracciato e fermato con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Si era difeso sostenendo di aver spinto la ragazza, facendola cadere, e convinto che fosse morta, si sarebbe fatto prendere dal panico in modo da nascondere il corpo invece di allertare i soccorsi. Tutto ciò, a suo dire, per un banale litigio: lui le avrebbe chiesto di uscire perché doveva chiudere e lei si sarebbe trattenuta più del dovuto. La ventitreenne fu rinvenuta con una ferita alla testa e legata con del nastro. Secondo le indagini, fu avvolta nei sacchi quando era ancora viva, in stato di incoscienza. L’autopsia stabilì che il decesso avvenne successivamente per asfissia, dopo un’ora di agonia. Il delitto fu compiuto il 18 agosto: in mattinata la ragazza era uscita di casa, non facendo mai più ritorno.

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2 thoughts on “L’immigrato che ha seppellito viva Elena è già libero: per lui nemmeno 14 anni di carcere

  1. Per me avrebbe dovuto finire i suoi giorni in galeraaaaaaa!!!!!!!!!
    È uno stato di molluschi che hanno fatto leggi che non si possono neanche commentare!!!!!!!

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