Il fattore Calenda: quando le cattive ideologie mettono da parte le buone idee

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(Di Ilario Maiolo) – Carlo Calenda col suo partito, Azione, si attesta, secondo gli ultimi sondaggi, tra i 2,5 e 3,5 punti percentuali. I voti che lo separano o che lo farebbero rientrare, in base alla attuale legge elettorale, alla soglia di sbarramento, sono davvero pochi. Il leader di Azione si è sempre esposto nell’area centrista e moderata dei partiti di cui ha fatto parte, da Scelta Civica di Mario Monti al Partito Democratico. Oggi, invece, si ritrova in bilico tra l’appoggio e l’antagonismo a Matteo Renzi e la sua Italia Viva, reo, secondo Calenda, di aver tradito i loro ideali alleandosi con i 5 Stelle per la nascita del governo giallorosso.

Per quanto riguarda l’opposizione, l’ex dirigente d’azienda, trova una continua alternanza di bastone e carota, criticando da una parte, qualsiasi vicinanza a partiti sovranisti e populisti (arrivando anche a parole molto pesanti nei confronti di Salvini e Meloni), dall’altra, invece, riportando molte proposte e visioni vicine al centro-destra, spiegandole utilizzando un linguaggio tecnico che maschera delle idee alcune volte in comune. Anche sul fronte europeo, a proposito di Recovery Found, argomento in voga in questo momento, Calenda con un tweet si è espresso in modo pensieroso sulla reale buona azione prodotta. Infatti precisa che i primi fondi arriveranno a giugno 2021 e questo coincide con la fine del piano straordinario della BCE.

Con questa perplessità si vuole evidenziare il problema che dovremmo affrontare sul grosso carico che ci sottoporremo per quanto riguarda il debito pubblico. Quando si parla di MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, invece, Calenda, insieme a Renzi e Berlusconi, ne è un grande estimatore, pensando che possa essere una boccata d’ossigeno fondamentale per le spese della nostra sanità.

Questa sua ideologia che spesso si basa solo su una lotta continua contro qualsiasi forma di sovranismo e populismo, senza soffermarsi sulle singole idee, lo sta portando, soprattutto attraverso i social, ad essere criticato da una buona parte del suo potenziale elettorato che, almeno in parte, lo vedrebbero bene nell’area del centrodestra, ad assumere una posizione più moderata ma comunque stabile. Ad oggi invece sembrerebbe solo raccogliere pochi malcontenti uscenti dal PD e pochi nostalgici del centrismo scudo crociato.

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