È stato Di Maio a fissare l’aumento di stipendio a Tridico

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La legge 26 del 2019, la legge istitutiva di Reddito di cittadinanza e Quota 100, prevedevano che le retribuzioni dei vertici INPS fossero fissate con un apposito decreto del ministro del Lavoro. E’ una nota datata 12 giugno 2019 dell’allora capogabineto di Di Maio, Vito Cozzoli, a dimostrarlo.

Una nota con persino le cifre degli stipendi: 150mila euro al presidente, 100mila al vicepresidente e 23mila ai tre consiglieri dei due consigli di amministrazione (di Inps e Inail) ancora da nominare. La nota era stata indirizzata alla Direzione generale per le politiche previdenziali del ministero del Lavoro e, per conoscenza, anche al premier Giuseppe Conte, all’allora ministro del Tesoro, Giovanni Tria, e al Ragioniere dello Stato, Biagio Mazzotta. Fu poi il nuovo governo Conte a ratificare lo stipendio quasi triplicato all’amico di Di Maio. Lo scrive il Giornale.

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