Coronavirus, Prodi: “Che Europa è se non c’è solidarietà adesso?”

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“O ci mettiamo insieme quando arriva una infezione, un morbo. Ma se non c’è solidarietà adesso che Europa è?“. Lo ha ammesso Romano Prodi al ‘Mix delle 5’ su Radio 1 Rai.

L’ultima riunione del Consiglio europeo, con i Paesi membri divisi sulle misure da prendere per l’emergenza coronavirus, è stata “terribile”. “Io ho sempre avuto di fronte il ministro dell’Economia olandese come incubo: il gioco è questo, l’Olanda attacca e la Germania si vede costretta a seguirla. E’ stata la stessa cosa ieri”.

Così ha proseguito Prodi, ex presidente della Commissione Europea, con un riferimento all’allargamento dell’Unione Europea a 27. “Tutti i problemi vengono dai soci fondatori. Ieri non abbiamo avuto contro la Polonia, l’Ungheria o la Slovenia. Non è quello il problema. Le mie grane, i problemi, erano sempre dalla Gran Bretagna“.

Tra quindici giorni, quando i vertici Ue si sono aggiornati per una decisione sul coronavirus, secondo Prodi “ci sarà un compromesso, una rottura completa no. Ci sarà compromesso in cui sul Mes toglieranno qualche condizionalità. Ma è sempre un vivacchiare”. Lo scrive l’Adnkronos.

E sull’Italia: “Non vedo adesso il Paese pronto per un governo di unità nazionale“. Il governo italiano con le misure anti coronavirus, secondo l’ex presidente del consiglio, “poteva fare un po’ più in fretta. Ma prima di paralizzare un Paese, di dare uno svantaggio a tanta gente, bisogna proprio pensarci”.

Prodi ha parlato anche della questione del Parlamento messo ai margini nella prima fase delle scelte del governo: “Un vulnus non nato ieri, con il coronavirus. E’ un bel po’ che il Parlamento ha una funzione non dico marginale, ma con un minor dialogo con il governo. Il Parlamento non deve solo approvare ma essere propositivo e di recente lo è stato sempre meno”.

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