Carola Rackete celebra anniversario speronamento: “E’ stato giusto”

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“Un anno fa, sono entrata nel porto di Lampedusa senza autorizzazione, dopo che il mio equipaggio e io abbiamo salvato 53 persone dal naufragio e dopo che tutta l’Europa ci ha abbandonato per più di due settimane. Il nostro equipaggio ha dovuto farlo come parte della flotta di soccorso civile perché l’Unione europea aveva ritirato tutte le sue navi, pur sapendo che i rifugiati in fuga dalla guerra in corso in Libia stanno tentando l’attraversamento”, ha dichiarato alla Dpa. A riportarlo stamane è l’agenzia Adnkronos.

“Il nostro equipaggio doveva essere in mare perché sappiamo che i diritti umani sono universali e il diritto marittimo non si preoccupa dei passaporti: ho pensato che dovevamo essere in mare non solo per effettuare il salvataggio, ma anche come segno di resistenza contro il razzismo strutturale delle autorità europee”, ha aggiunto.

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One thought on “Carola Rackete celebra anniversario speronamento: “E’ stato giusto”

  1. Un’altra che ha capito bene dove andare parare per i suoi deliri, solo in Italia poteva farla franca come ha fatto, ma con tutto quello che spendete per stare in acqua, se li portaste in Africa e andaste a fare del vero volontariato, sai quante scuole, case, strade, ospedali, pozzi, medicine e medici ci pagheteste?

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