Associazione a delinquere, la moglie del ministro Boccia (Pd) rischia 8 anni di carcere

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Mano pesante da parte del Tribunale di Benevento nei confronti di Nunzia de Girolamo, chiesti 8 anni e 3 mesi di reclusione per la moglie del ministro Boccia (Pd). L’ex deputata è accusata di associazione a delinquere e altri reati consumati tramite “una Asl asservita al suo potere politico”. “Io so di essere innocente” avrebbe bisbigliato seminascosta in un capannello di avvocati.

L’inchiesta che costrinse De Girolamo a dimettersi da ministro delle Politiche Agricole del governo Letta, si è sviluppata dall’ascolto dei file audio portati in Procura da Felice Pisapia, ex direttore amministrativo della Asl di Benevento. Una cricca che il Gip Flavio Cusani ribattezzò “il direttorio”. Pisapia disse di aver agito così per difendersi. Per provare che era costretto a obbedire.

La trascrizione delle registrazioni fecero emergere lo spaccato di una Asl manovrata da De Girolamo, in cui ogni decisione, dagli appalti del 118 alla collocazione dei presidi sanitari, veniva presa non per l’interesse della salute della collettività, ma secondo calcoli di ritorno elettorale per la deputata e poi ministra. La Rai, le avrebbe congelato il suo programma su Rai1, dal titolo provvisorio Ciao Maschio. È quanto ha riportato Affari Italiani.

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